Amari @Casa139 - milano - 12.05.2006
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Fisso perplesso un bicchiere da media, vuoto tra le mie mani.
Estrae una bottiglietta da 0,5l, parzialmente coperta di condensa; la apre e ne versa il contenuto nel bicchiere, un liquido scuro, leggermente viscoso e con un buon aroma di erbe aromatiche: una media di amaro da sorseggiare durante il concerto degli Amari. Non posso far altro che esprimere la mia incondizionata approvazione: adoro questi inaspettati - ma coerenti - fringe benefit da concerto!
I neon multicolore riescono a mandare in vacca la mia digitale, che impazzisce e - di punto in bianco - crede di essere diventata un tostapane. Tanto meglio, dato che - per una volta - riesco a guardare un concerto con i miei occhi e non attraverso lo schermo lcd.
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Il palco della Casa139 agli Amari sta un po' piccolo, meriterebbero qualche metro quadro in più. I livelli della voce mi sembrano sbagliati e - dal piccolo cantucccio sotto il palco che mi sono ritagliato - non riesco a distinguere bene le parole, perciò devo andare "a memoria" nei momenti più rumorosi.
Ma, resa acustica a parte, non mi aspettavo un approccio così cazzutamente rock ed energico; si può dire "rock" in questi contesti? Facciamo di sì!
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La varietà dell'album c'è tutta e riesco a vedere molta gente che declama i pezzi dalla prima all'ultima parola.
Una piccola chitarra giocattolo regala un "momento Liars", a base di campionamenti de "nella vecchia fattoria".
Chimicissimi palloni di crystal ball multicolore volteggiano verso il palco e vengono usati da Dariella e Pasta come decorazioni per l'asta del microfono.
Conoscere gente sul treno dal vivo sembra ormai un inno, per me almeno e temo che presto qualche anima malvagia la tramuti in "conoscere gente sul trenino", mashuppandola con mi amigo charlie brown.
I pezzi strumentali fanno capire a tutti che lì sul palco c'è gente che sa suonare sul serio: un altro basso di polvere chiude il "prebis", non aspettavo nulla di meglio. Da rivedere appena possibile.
Estrae una bottiglietta da 0,5l, parzialmente coperta di condensa; la apre e ne versa il contenuto nel bicchiere, un liquido scuro, leggermente viscoso e con un buon aroma di erbe aromatiche: una media di amaro da sorseggiare durante il concerto degli Amari. Non posso far altro che esprimere la mia incondizionata approvazione: adoro questi inaspettati - ma coerenti - fringe benefit da concerto!
I neon multicolore riescono a mandare in vacca la mia digitale, che impazzisce e - di punto in bianco - crede di essere diventata un tostapane. Tanto meglio, dato che - per una volta - riesco a guardare un concerto con i miei occhi e non attraverso lo schermo lcd.
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Il palco della Casa139 agli Amari sta un po' piccolo, meriterebbero qualche metro quadro in più. I livelli della voce mi sembrano sbagliati e - dal piccolo cantucccio sotto il palco che mi sono ritagliato - non riesco a distinguere bene le parole, perciò devo andare "a memoria" nei momenti più rumorosi.
Ma, resa acustica a parte, non mi aspettavo un approccio così cazzutamente rock ed energico; si può dire "rock" in questi contesti? Facciamo di sì!
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La varietà dell'album c'è tutta e riesco a vedere molta gente che declama i pezzi dalla prima all'ultima parola.
Una piccola chitarra giocattolo regala un "momento Liars", a base di campionamenti de "nella vecchia fattoria".
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Chimicissimi palloni di crystal ball multicolore volteggiano verso il palco e vengono usati da Dariella e Pasta come decorazioni per l'asta del microfono.
Conoscere gente sul treno dal vivo sembra ormai un inno, per me almeno e temo che presto qualche anima malvagia la tramuti in "conoscere gente sul trenino", mashuppandola con mi amigo charlie brown.
I pezzi strumentali fanno capire a tutti che lì sul palco c'è gente che sa suonare sul serio: un altro basso di polvere chiude il "prebis", non aspettavo nulla di meglio. Da rivedere appena possibile.
iDop(e) aka cru7do
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